Il nuovo spin off di Everdell ci porta nella giungla, introducendo alcune interessanti novità all’ormai classica formula del gioco.
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Esempio di gioco
Analisi critica
(Fino a venerdì 18 settembre, l’Analisi critica è riservata ai sostenitori su Patreon).
1. Nuovo anno, nuovo Everdell
Quanto a lungo si può ‘spremere’ un marchio che funziona? Apparentemente molto: almeno, a giudicare dalla storia di Everdell, gioco da tavolo pubblicato in sordina nel 2018 e diventato uno dei maggiori successi degli ultimi anni. Dopo aver avuto ben quattro espansioni maggiori, il gioco ha dato vita a una lunga serie di spin off: dalla versione per bambini, alla versione per due giocatori, fino alla collana cosiddetta Edge of the map, che vede ogni nuovo titolo riproporre la formula originale in versione stand alone, con qualche variazione e con ambientazioni collocate, come dice il nome della serie, oltre la valle che dà il nome al gioco originale. Farshore ci porta verso la costa nord; Silverfrost verso le montagne innevate a sud; oggi, Emerland ci propone le giungle verso ovest.
2. Giocabilità generale
Emerland ripropone la formula dell’originale Everdell, con diverse novità. I giocatori sono a capo di un gruppo di animaletti antropomorfi intenti a costruire la loro città nella giungla: nell’intrico degli alberi si nascondono rovine ricche di antichi tesori, che potremo cercare di esplorare tramite il nostro archeologo.
Nel proprio turno, il giocatore esegue una tra 5 possibili azioni: piazzare un lavoratore, giocare una carta, cambiare stagione, muovere l’archeologo, attivare un artigiano.
Piazzando i lavoratori si ottengono risorse: una prima novità è che i giocatori hanno a disposizione due diversi lavoratori, grandi e piccoli (questi ultimi sono gli helper). Alcuni spazi possono essere attivati solo dalla giusta tipologia di lavoratore: inoltre, gli helper possono essere usati per visitare spazi occupati o per raddoppiare l’effetto di uno spazio. Le risorse sono 4 di base (bambù, foglie e marmo per gli edifici, fichi per gli animali) più altre 2 ‘speciali’: le gemme, che servono principalmente per migliorare le carte (un’altra importante novità che tratteremo a breve), e le arpe, che servono per giocare animali gratuitamente.
Per ‘costruire’ carte è necessario spendere le risorse indicate su ciascuna di esse: anche in questo capitolo le carte possono essere giocate sia dalla mano sia dal display pubblico. La mano ha un limite di 6 carte, la città di 12 carte: quest’ultimo limite può essere esteso giocando carte reame, che possono essere prelevate tramite un apposito spazio e che danno anche nuove condizioni di punteggio a fine partita.
Ogni carta appartiene a una tra 6 tipologie, corrispondenti ad altrettanti colori: le carte verdi si attivano subito e in alcuni cambi di stagione, le carte grigie si attivano solo quando vengono giocate, le carte blu danno abilità permanenti, le carte viola danno punti a fine partita in base a certe condizioni, le carte rosse diventano nuovi spazi di piazzamento lavoratori e le carte arancione, che sono una novità, sono gli artigiani, e possono essere attivate spendendo una carta e una azione.
Tramite un’azione collegata a uno spazio, le carte possono essere migliorate, ovvero girate sul retro: così facendo, diventano più valevoli in termini di punti e anche dotate di abilità più efficaci. Questo significa che le carte non hanno un dorso, e che quindi tutti possono vedere che carte abbiamo in mano nonché la carta in alto sul mazzo di pesca.
Piazzando un’arpa su un edificio migliorato è possibile giocare gratuitamente un animale, non necessariamente dello stesso colore: e lo si gioca già migliorato. Le arpe vanno però collocate obbligatoriamente su edifici di colori diversi.
Il cambio di stagione è un elemento classico della serie ed è rimasto immutato: si tratta dell’azione che si compie quando si esauriscono le risorse e/o i lavoratori. Si recuperano tutti i lavoratori usati, se ne ottengono di nuovi e occasionalmente si attivano carte o si compie qualche altra azione di reset. Ogni giocatore cambia stagione in un momento diverso: è quindi possibile che i giocatori abbiano a disposizione un numero differente di turni.
L’archeologo è un’altra importante novità: si tratta di una pedina che si muove lungo un tracciato. Ogni passo richiede di spendere risorse e carte: in base a quante carte si scartano, si pescano artifact, ovvero tessere, da un sacchetto. Queste tessere danno punti vittoria e talvolta anche qualche altro bonus. Indipendentemente da quante tessere si pescano, se ne può sempre tenere solamente una. L’archeologo che arriva per primo alla fine del tracciato ottiene punti ulteriori.
Gli artigiani sono una nuova tipologia di carte: si attivano infilando una carta sotto di esse, e possono essere attivate per il numero di volte indicato sulla carta stessa.
Il gioco prosegue finché tutti i giocatori hanno concluso l’ultima stagione, poi si procede al calcolo del punteggio. Si ottengono punti per le carte giocate, per i reami, per le carte viola, per gli artifact, per le risorse rimaste. Chi ha più punti è il vincitore.
3. Componentistica
Non si può negare che una delle ragioni dietro al successo di Everdell ci siano il suo aspetto e i suoi componenti, decisamente deluxe anche nelle edizioni base dei giochi appartenenti alla serie. Emerland non fa eccezione: le illustrazioni, colorate come non mai, si devono a Lina Cossette e David Forest, eclettico duo di artisti canadese noto come Mr. Cuddington, già responsabile degli artwork di innumerevoli giochi di successo (Brass, Santorini, Tidal Blades, Charterstone). L’originale Everdell era illustrato da Andrew Bosley, e il suo stile era fortemente caratterizzante: nel corso degli anni Bosley ha abbandonato la serie, e va detto che gli artisti successivamente coinvolti hanno gestito molto bene la pesante eredità, riuscendo al contempo a mantenere un legame con il mood d’origine ma anche a proporre scartamenti. Emerland, in particolare, ha un piglio insolitamente ornato e dinamico, meno ‘serioso’ rispetto al tratto di Bosley, ma non per questo troppo infantile. I colori sono incredibilmente squillanti e si accordano alla perfezione con l’ambientazione, decisamente meno cupa e monocorde rispetto al predecessore Silverfrost.
Le risorse sono di materiali diversi: i fichi sono gommosi come le bacche del gioco originale, le foglie sono morbide, il marmo è rappresentato da blocchetti di plastica con venature tutte diverse. Forse si poteva fare di meglio con le gemme, di plastica leggerissima: se fossero state di vetro sarebbe stato molto meglio. Le risorse possono essere stoccate in contenitori tematizzati, che però vanno acquistati a parte: è una scelta discutibile, dato che l’insert è progettato apposta per contenerli, quindi se non vengono acquistati sembra di avere un prodotto ‘monco’. Sarebbe stato meglio venderli assieme al gioco, anche aumentandone il costo complessivo.
Essendo Everdell, non può mancare un elemento tridimensionale importante: questa volta si tratta delle rovine esplorate dal nostro archeologo. L’idea è simpatica: si parte dall’alto e si procede verso il basso, come se si stesse effettivamente penetrando nel sottosuolo. Ergonomicamente non è una soluzione ideale, soprattutto se i giocatori sono seduti tutti intorno al tavolo: ma il gioco fornisce anche un tracciato in 2d, quindi l’utilizzo delle rovine tridimensionali non è obbligatorio.
4. Analisi
Emerland è un Everdell più ‘aperto’, che offre al giocatore maggiori opzioni strategiche rispetto ai predecessori: il fatto stesso che le azioni possibili siano quasi il doppio rispetto a quelle previste dall’originale è eloquente in questo senso.
A un maggior ventaglio di possibilità si accompagna la necessità di calibrare per bene il proprio percorso, evitando di perdere tempo eseguendo azioni solo perché sono disponibili: mentre nell’originale prolungare le stagioni era più o meno sempre una buona idea, qui non è più così. L’utilizzo degli artigiani, in particolare, ha spesso senso posticiparlo fino al momento ideale, dato che nessuno ce li può ‘rubare’.
La novità più interessante è forse rappresentata dalla meccanica di miglioramento delle carte: per implementarla, gli autori hanno dovuto introdurre tutto un filone di spazi e risorse, e sono finiti col dar vita a un effetto molto positivo. Le nostre città saranno più piccole ma più ‘dense’ rispetto all’originale: in particolare, giocare una carta non significa più ‘dimenticarla’ e passare alla successiva, perché ora ogni carta ha la possibilità di essere attivata più volte, proprio tramite il meccanismo del miglioramento.
All’apertura di cui sopra contribuisce anche la presenza di 2 tipologie di lavoratori, combinabili tra di loro: gli aiutanti possono essere usati sia per raddoppiare l’effetto di uno spazio, sia per visitare spazi occupati, sia per attivare spazi a loro uso esclusivo. Come e quando usare questa nuova pedina è parte fondamentale della strategia.
Forse la novità più debole è paradossalmente rappresentata dall’elemento più tematicamente rilevante, ovvero l’esplorazione delle rovine tramite l’archeologo. Si tratta a tutti gli effetti di un semplicissimo tracciato, per avanzare lungo il quale dobbiamo spendere carte e risorse in cambio di punti e altri bonus casuali. La debolezza è collegata soprattutto a quest’ultimo punto, la casualità. È vero che scartando molte carte possiamo controllare meglio il risultato: ma si tratta pur sempre di una pesca alla cieca, collegata a bonus anche molto diversi tra loro in termini di valore e di potenza, e non crediamo che se ne sentisse il bisogno.
| Tre pregi di Everdell Emerland | Tre difetti di Everdell Emerland |
| Le novità rendono il gioco molto più aperto e vario rispetto all’originale. | Il tracciato dell’archeologo è poco interessante e introduce alea eccessiva. |
| Il miglioramento delle carte è un’ottima trovata. | La produzione è valida ma ha diversi elementi criticabili (le rovine, i contenitori per le risorse). |
| Gli artigiani approfondiscono la componente di engine building in modo appropriato e creativo. | La struttura generale è sempre quella dell’originale: ormai la formula risulta usurata. |







