Skara Brae

La Ancient Anthology di Garphill Games si arricchisce di un nuovo capitolo, interamente incentrato sulla gestione e conversione risorse.

I nostri video dedicati a Skara Brae su YouTube:
Esempio di gioco
Analisi critica

1. Rifiuti
Nelle isole Orcadi, l’arcipelago a nord della Scozia, esiste l’insediamento neolitico meglio conservato d’Europa. Si chiama Skara Brae ed è stato popolato più o meno ininterrottamente per sei secoli, dal 3100 al 2500 a.C. La sua particolarità è che il villaggio è costituito da abitazioni scavate non nel terreno ma in collinette formate prevalentemente da cumuli di rifiuti, chiamati midden: questi rifugi erano provvidenziali nei rigidi inverni, e avevano al loro interno anche arredamenti piuttosto elaborati. Il celebre designer neozelandese Shem Phillips ha preso ispirazione da questo insediamento per un gioco che punta tutto sulla meccanica di gestione risorse, con un particolare focus proprio sulla necessità di fare i conti con i rifiuti.

2. Giocabilità generale
In Skara Brae ogni giocatore controlla una parte dell’insediamento e svolge azioni per produrre e trasformare risorse.
Il gioco ha una durata fissa di 4 round, ciascuno composto da 3 turni per giocatore.
All’inizio del proprio turno, il giocatore deve anzitutto decidere se giocare o passare. Dato che la prima fase del turno è la pesca di una carta da un display, e che all’inizio di ciascun round si preparano tutti i display per il round stesso, passare può consentire al giocatore di avere la precedenza nelle scelte successive.
La maggior parte delle carte rappresenta abitanti del villaggio, ciascuno con una specializzazione: pescatore, contadino, boscaiolo o cavatore di pietra. Se scegliamo un abitante, lo piazziamo nella corretta zona sotto la nostra plancia e lo attiviamo, producendo la relativa risorsa in quantità che dipende dal numero di abitanti dello stesso tipo accumulati in precedenza. Alcune specializzazioni permettono di scegliere tra più risorse. Ogni abitante ha anche una abilità speciale, che può essere attivata a discrezione del giocatore.
Oltre agli abitanti, le carte presenti nel mazzo possono rappresentare tetti (ogni tetto ‘nutre’ automaticamente un abitante alla fine del round), attrezzi (gli attrezzi forniscono pelle e aumentano la capienza del nostro focolare quando produciamo cibo) o sfere di pietra (le sfere di pietra forniscono coltelli di selce).
Dopo aver scelto e attivato la carta, il giocatore di turno piazza e attiva i suoi lavoratori. Nel primo round si ha a disposizione solo 1 lavoratore, in ogni round successivo se ne aggiunge 1 in più. I lavoratori vanno piazzati sulle tessere che compongono il nostro villaggio, ovvero la nostra plancia: ogni tessera è collegata a un’azione. Le azioni della riga inferiore producono risorse, quelle della riga superiore permettono di spendere risorse per avanzare in 2 tracciati, di produrre cibo trasformando gli animali, di eliminare rifiuti trasformandoli in tetti, o ancora di potenziare le azioni girando le tessere. Su ogni tessera può trovarsi 1 solo lavoratore, con l’eccezione del lavoratore grande, che può anche andare in una tessera già occupata.
Le risorse vanno piazzate nel nostro magazzino: più spazi occupiamo, più sposteremo verso destra una barra, la cui posizione a fine round determinerà la quantità di rifiuti prodotti. Un’azione però, come accennato, permette di trasformare rifiuti in tetti e anche di spostare di nuovo la barra verso sinistra, a patto che ci siano spazi liberi nel magazzino.
Alla fine del round ogni giocatore produce rifiuti e deve nutrire i suoi abitanti, consumando 1 cibo per ciascuno: se non ha cibo a sufficienza, deve eliminare carte abitante.
Al termine del quarto round si procede al calcolo finale dei punti. Si prendono punti sulla base della posizione nei tracciati, delle carte nel proprio tableau, della posizione della barra dei rifiuti nel magazzino; i rifiuti rimasti danno punti negativi. Chi ha più punti è il vincitore.

3. Componentistica
Il fiore all’occhiello di Skara Brae dal punto di vista dei materiali è senza dubbio la pletora di risorse in legno: ben 16 tipologie diverse, tutte differentemente colorate e sagomate. Sono senz’altro di ottima qualità, anche se va detto che possono rendere il tavolo di gioco molto affollato e confuso se non si dispone di contenitori (o, meglio ancora, dell’insert ufficiale di Folded Space, che però va acquistato a parte).
Purtroppo il resto della componentistica non è all’altezza delle risorse: se le carte sono di buona qualità e hanno bei disegni di Sam Phillips, fratello del designer, le plance e le tessere sono decisamente basiche. La plancia col magazzino, in particolare, doveva essere a doppio strato, e la barra dei rifiuti doveva essere più spessa e visivamente rilevante, considerato anche l’importantissimo ruolo che ha nel gioco.

4. Analisi
Skara Brae è un gioco di peso medio tendente al leggero: si tratta quindi di un ritorno alle origini per il suo autore, che negli ultimi tempi ci ha abituato a opere di una certa complessità (si pensi a Scholars o a Inventors of the South Tigris). È un puro gestione e conversione risorse, con selezione delle azioni tramite carte e piazzamento lavoratori, con quest’ultima parte però completamente autonoma tra giocatori, tanto che gran parte del turno può svolgersi in contemporanea. A tutti gli effetti, l’unico momento di interazione è la scelta di carte dal display, con il suo sistema di gestione dell’ordine di turno che sembra a tratti un po’ slegato dal resto, quasi si trattasse di un’aggiunta fatta solo per accontentare chi non sopporta i solitari di gruppo.
La manipolazione delle risorse è sufficientemente varia e complessa da tener alto l’interesse per l’intera durata della partita: le sessioni, d’altro canto, non sono così differenti tra loro e ciascun giocatore finirà probabilmente per affezionarsi a una strategia e a ripeterla indefinitamente. Sarebbe senz’altro stata benvenuta una maggior varietà nelle tessere azione: ce n’è una diversa per ogni giocatore, ma si tratta generalmente di azioni non così efficaci, tanto che il più delle volte la nostra tessera ‘unica’ verrà ignorata.
Skara Brae può regalarci diverse partite divertenti, se ci piace l’idea di gestire e manipolare così tante risorse diverse: ci aspettiamo però che non abbia presso il pubblico la stessa longevità che hanno i giochi ‘maggiori’ realizzati dal suo autore. Forse ciò che più rimarrà è forse l’interessante tematizzazione concretizzata nella trasformazione dei rifiuti in rifugi: proprio come nel villaggio che dà il nome al gioco.

Tre pregi di Skara Brae Tre difetti di Skara Brae
Le risorse sono tantissime e molto curate. Non c’è molta varietà tra le azioni.
Il sistema di selezione delle azioni è semplice ma efficace. Le tessere ‘uniche’ sono troppo deboli per essere interessanti.
L’idea di trasformare i rifiuti in rifugi è davvero ben tematizzata. La produzione delle plance poteva essere più curata.

Leave a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Scroll to Top