Meadow

Questo semplice gioco di set collection e tableau building a tema agreste è popolarissimo e in alcuni momenti sembra sul passo di diventare un nuovo classico tra le esperienze da proporre ai neofiti.

I nostri video dedicati a Meadow su YouTube:
Esempio di gioco
Analisi critica

1. Dalla casa al bosco
Nel 2021 la casa di sviluppo polacca Rebel Studio fa arrivare sugli scaffali, inizialmente piuttosto in sordina, l’ennesimo gioco family che ci propone di immergerci nella natura, di collezionare animaletti e piante e di godere di illustrazioni belle e colorate. La nutrita sequenza di titoli che sono in qualche modo assimilabili a questa descrizione (ParksKeystone: North AmericaCascadia) è forse il prodotto dell’enorme e inaspettato successo di Wingspan. Nel caso specifico di Meadow, però, c’è un elemento che forse avrebbe dovuto essere messo più in evidenza anche dagli stessi produttori: l’autore, Klemens Kalicki, è colui al quale si deve nientemeno che Dream Home, in italiano La Casa dei Sogni, ovvero uno dei giochi per “bambini grandi” di maggior successo degli ultimi anni. Con Meadow l’autore tenta il salto verso il pubblico adulto, però mantenendo un piglio molto leggero e sbarazzino, all’insegna di un target sempre molto ampio, sia in termini numerici sia in termini di età. Scopriamo un po’ meglio di cosa si tratta.

2. Giocabilità generale
Meadow mette i giocatori nei panni di trekker intenti a esplorare boschi, campi e colline: dobbiamo ‘raccogliere’ mentalmente animali, piante, paesaggi e oggetti abbandonati, per poi raccontare la più bella esperienza quando ci incontreremo con i nostri amici attorno al fuoco. Ogni giocatore ha a disposizione 5 segnalini Sentiero, che corrispondono in tutto e per tutto a segnalini azione (quasi a “lavoratori”): in ciascun suo turno ne spenderà 1 e svolgerà la relativa azione.
L’azione che verrà scelta la maggior parte delle volte è quella che permette di raccogliere una carta dal display comune. Per svolgerla, il giocatore deve piazzare un suo segnalino azione incastrando la sua parte triangolare in uno degli incavi della plancia generale e prelevando la carta corrispondente al numero indicato sul segnalino stesso. Le carte prelevabili provengono da mazzi differenti: le due colonne ai lati sono costituite da carte marchiate sul dorso con W ed E (Ovest ed Est), mentre le due colonne centrali sono costituite da carte marchiate sul dorso con S (Sud); a metà partita, però, il mazzo Sud viene sostituito dal mazzo N (Nord), che contiene le carte più costose e avanzate. La carta prelevata finisce nella mano del giocatore: quest’ultimo però dopo aver prelevato una carta può sempre anche giocarne una, dalla sua mano al suo tableau. Le carte appartengono a diverse tipologie, ciascuna delle quali va giocata in modo diverso. Le carte Terreno vanno piazzate una di fianco all’altra in una fila nella parte inferiore del nostro tableau, e non devono rispettare alcun requisito particolare: ogni giocatore può però giocare un massimo di 10 terreni. Le carte Osservazione sono le più comuni e rappresentano piante e animali: vanno collocate sul giusto terreno oppure sopra un simbolo da esse richiesto. Ogni carta Osservazione, infatti, riporta i simboli che devono essere visibili sul nostro tableau affinché la carta possa essere giocata: può trattarsi di simboli Terreno ma anche di simboli presenti in altre carte Osservazione. I simboli Terreno sono nella parte bassa delle relative carte e non vengono mai coperti: i simboli dati dalle carte Osservazione, viceversa, sono nella parte alta, e quindi verranno coperti quando giocheremo una nuova carta sopra di essi. Le carte vanno impilate lasciando sempre visibile la parte bassa, che nelle carte Osservazione riporta il valore in punti di ciascuna carta (i Terreni non valgono alcun punto). Le carte Panorama vanno giocate col lato lungo in basso: ciascuna richiede, come requisito, una tessera Strada, ma può anche richiedere altri simboli visibili. I giocatori iniziano già con una tessera Strada in proprio possesso, e possono acquisirne altre nel corso della partita: ogni tessera Strada può accogliere un unico Panorama. Le carte Scoperta rappresentano oggetti e vanno giocate sopra alle carte Panorama, un po’ come le carte Osservazione vanno giocate inizialmente sopra ai Terreni; ogni Panorama, però, può accogliere un’unica Scoperta. È importante sottolineare che un giocatore può sempre decidere di scartare 2 carte dalla sua mano per ignorare 1 simbolo richiesto per giocare una carta: bisogna sempre però avere almeno 1 simbolo tra quelli richiesti.
Nel proprio turno il giocatore può, anziché prelevare una carta, effettuare un’azione speciale piazzando un proprio segnalino Sentiero attorno alla plancia Falò, incastrandovi in questo caso la parte quadrata del segnalino. Ognuno di questi ultimi riporta una azione speciale diversa: una permette di prelevare 1 carta qualunque dal display, una permette di prelevare 2 tessere Strada, una permette di pescare 3 carte dalla cima di un mazzo e di tenerne 1 e infine una permette di giocare 2 carte nel proprio tableau. Quando si attiva un’azione speciale si può anche piazzare un proprio segnalino bonus su uno degli spazi attorno al falò. In fase di setup, infatti, si distribuisce attorno al falò un certo numero di segnalini che riportano simboli presenti sulle carte (il numero dipende dal numero di giocatori): quando un giocatore ha visibili nel proprio tableau due di quei simboli affiancati, può piazzare un suo segnalino bonus tra di essi, ottenendo punti vittoria aggiuntivi a fine partita.
Un’altra azione, che rappresenta una sorta di azione di emergenza, è semplicemente giocare una carta dalla propria mano: per effettuarla il giocatore piazza un suo segnalino Sentiero su una delle panchine rappresentate attorno al falò.
Il gioco ha una durata fissa di 6 round (8 se si gioca in 4, ma giocando in 4 i giocatori hanno un segnalino Sentiero in meno). A metà gioco, come già accennato, si rinnova interamente il display e si sostituisce il mazzo Sud col mazzo Nord, dove ci sono le carte più costose e ‘redditizie’. Alla fine del gioco si calcolano i punti: basta semplicemente sommare tutti i punti visibili sul tableau di ciascun giocatore, e sommare a essi eventuali punti dati dai segnalini bonus. Chi ha più punti è il vincitore.

3. Componentistica
Meadow è un gioco appariscente, soprattutto grazie alle meravigliose illustrazioni, dovute alla mano della giovane artista polacca Karolina Kijak. Le carte sono tutte diverse e hanno ciascuna una coloratissima rappresentazione di un animale, di una pianta o di un paesaggio. Nonostante l’alta qualità grafica, tuttavia, l’insieme ha almeno due elementi di problematicità. Anzitutto, il fatto che le immagini coprano tutta la carta rende le plance e i tableau un po’ troppo affollati, con un effetto quasi psichedelico, che rende difficoltoso distinguere i veri soggetti delle carte nel mare ininterrotto di colori e di forme che si viene a creare. In secondo luogo, le carte non hanno testo, quindi coloro che dovrebbero essere i protagonisti del gioco, ovvero le piante e gli animali, risultano nient’altro che un elemento decorativo, privo di identità precisa. A dire il vero nella scatola c’è un manuale dedicato solo al flavor text, con descrizioni e curiosità davvero interessanti e talvolta anche divertenti: ma andarsi a cercare ogni volta il codice della carta dentro quel manuale è laborioso, quindi lo faremo assai raramente, ed è un vero peccato.
Oltre alle carte e alle due plance generali, il gioco offre anche 4 elaborati portacarte di cartone spesso, da costruire a partire dalle fustelle: si tratta senza dubbio di un elemento simpatico e con una sua praticità, ma tutt’altro che indispensabile. L’unico elemento di legno è la pedina che serve per tenere sotto controllo il trascorrere dei round. Complessivamente, Meadow ha una produzione al contempo buona e discutibile: per i problemi che dicevamo sopra ma anche per una certa ipertrofia (la scatola rimarrà mezza vuota e sarebbe potuta essere molto più piccola) e per certe scelte al contrario inspiegabilmente troppo ‘sobrie’, come per esempio l’assenza di plance personali o le tessere Strada, che avrebbero dovuto essere, anziché piccole striscioline di cartone, piccole plancette.

 

4. Conclusioni
Meadow è un gioco piacevole, dal regolamento semplicissimo ma comunque sufficientemente sfaccettato da poter attirare l’attenzione di gamer esigenti. La creazione del proprio tableau è più complessa di quel che sembra in prima istanza: soprattutto quando viene attivato il mazzo Nord, compariranno le carte di maggior valore, che avranno di solito 3 o 4 requisiti diversi e che richiederanno quindi una buona pianificazione per poter essere giocate. Il fatto che ogni volta che si gioca una carta sia obbligatorio coprire un simbolo, poi, ci causerà non pochi dilemmi: meglio giocare questa carta che vale 3 punti o tenere visibile quel simbolo che sarà sicuramente richiesto dalle carte che varranno 4 punti? Certo, la volontà di tenere il gioco dentro un target non troppo ‘impegnato’ ha portato a scelte di alleggerimento che un po’ ci infastidiscono: noi per esempio avremmo preferito non ci fosse stata la regola che permette di ignorare simboli scartando carte, e avremmo magari apprezzato un malus a fine partita per tutte le carte rimaste in mano ai giocatori. Un elemento che invece abbiamo apprezzato molto e a cui non abbiamo ancora accennato è il fatto che il gioco ha carte ‘avanzate’ che possono essere introdotte gradualmente nelle partite e che siamo invitati a ‘sbloccare’ al raggiungimento di determinati achievement, alcuni relativi al gioco ma altri collegati solo al tema o alla stagione (per esempio: apri questa busta di carte quando visiti un’area protetta, o apri quest’altra il giorno della vigilia di Natale). È, questo, un interessante modo per inserire elementi pseudo-legacy nei giochi anche più casual, e funziona molto bene perché dà divertenti pretesti per tornare a un prodotto che magari altrimenti sarebbe rimasto inevitabilmente sullo scaffale. Non ci stupisce, dunque, che Meadow abbia molti sostenitori, né che venga talvolta indicato come il gioco perfetto per introdurre i neofiti. È un peccato che la produzione non sia perfetta e che il regolamento non abbia osato di più, magari anche solo tramite una versione “per esperti”: ma si tratta comunque di un gioco molto piacevole e rilassante, perfetto sia per serate in compagnia di ‘esordienti’ sia anche per momenti di svago stimolante ma non troppo impegnato.

Tre pregi di Meadow Tre difetti di Meadow
Il regolamento è semplice ma non privo di elementi di interesse. Le illustrazioni sono troppo ‘affollate’ e possono creare confusione.
Le illustrazioni sono molto belle e ognuna di esse potrebbe diventare un quadro. Il regolamento è un po’ troppo ‘largo’.
Le carte da sbloccare in occasione di eventi particolari sono un tocco geniale. La scatola è decisamente sovradimensionata per ciò che contiene.

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