Forest

Il secondo gioco di Helvetiq di cui ci occupiamo è un semplice e coloratissimo set collection ambientato in un bosco fatato

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Esempio di gioco
Analisi critica

1. La via veneziana al gioco da tavolo
Che molti giochi da tavolo contemporanei di successo siano di autori italiani è cosa nota: meno conosciuto è il fatto che esiste un importante laboratorio di produzione e sviluppo di giochi nientemeno che a Venezia, nel cuore del centro storico, e che veneziani sono alcuni degli autori italiani più blasonati, la cui carriera è nata o tuttora si svolge nell’alveo del suddetto laboratorio. Stiamo parlando di StudioGiochi, capitanato da Dario De Toffoli e Leo Colovini: dal 1987, la “ciurma”, come si auto-definisce, ha pubblicato decine di giochi e di libri a essi dedicati, ma si è anche occupata di organizzare eventi, tornei e manifestazioni ludiche in tutta la zona. Nonostante il prodotto di cui stiamo per parlare si debba alla casa editrice svizzera Helvetiq, specializzata in giochi piccoli e tascabili, molto semplici e con una notevole cura per il design grafico, Forest nasce proprio da StudioGiochi: gli autori sono Leo Colovini e Fabio Visintin e il concept risale al 2007, quando venne pubblicato per il mercato tedesco con il titolo Sieben auf einen Streich. Helvetiq ha preso quell’idea e l’ha ‘compattata’, dandole una veste grafica più moderna e fondendola alla perfezione con la propria filosofia, incarnata nella volontà di creare esperienze veloci e simpatiche, adatte tanto ai bambini quanto agli adulti inesperti o ai gamer bisognosi di una pausa frivola e spensierata. Scopriamo di cosa si tratta più nel dettaglio.

 

2. Giocabilità generale
Forest è un gioco di set collection costituito semplicemente da un mazzo di 60 carte. Queste rappresentano un bosco: alcune mostrano i tronchi degli alberi e vanno giocate in verticale, altre rappresentano il fogliame e vanno giocate in orizzontale, sopra le prime. La maggior parte delle carte mostra varie creature che popolano la foresta: rane, gufi, fatine e Babbi Natale. In molte carte sono presenti anche colorati e buffi personaggi che richiamano i protagonisti delle fiabe più famose: ma questi personaggi non hanno alcuna funzione dal punto di vista delle meccaniche, sono solo un elemento decorativo.
Ogni partecipante (il gioco supporta da 2 a 5 persone) inizia con 3 carte in mano: nel proprio turno, il giocatore gioca una carta mettendola sul tavolo e ne pesca una dal mazzo. Le carte giocate vanno affiancate, così da creare una composizione unitaria. Lo scopo è cercare di dar vita, con la carta che si gioca, a una collezione di 7 ‘semi’ tra rane, gufi, fatine o Babbi Natale. Se giocando una carta mettiamo sul tavolo il settimo elemento di un determinato ‘seme’, possiamo raccogliere tutte le carte che mostrano quel seme e metterle coperte davanti a noi, a formare il nostro mazzo. Il gioco prosegue in questo modo finché non viene esaurito il mazzo di pesca: a quel punto si continua a giocare fino a quando i partecipanti non esauriscono tutte le carte che hanno in mano. Le carte rimaste sul tavolo vengono raccolte da chi ha preso per ultimo. Chi ha più carte nel proprio mazzo alla fine del gioco è il vincitore.
Il regolamento prevede un paio di varianti. È possibile assegnare punti extra a chi riesce a raccogliere 7 elementi di ciascuno dei 4 ‘semi’, ed è anche possibile giocare a chi fa meno, ovvero stabilendo che il vincitore sarà chi ha meno carte alla fine, anziché chi ne ha di più.

3. Componentistica
Come tutti i giochi Helvetiq, Forest è costituito da un semplice mazzo di carte. La veste grafica, curata da Sarah Bourquin, è colorata ed elegante, e ha uno stile che ricorda quello della pittura fauve, con larghe campiture di colore e una preferenza per le linee curve. La presenza dei personaggi delle fiabe come elemento decorativo è molto importante nel costruire l’identità del gioco, e può fungere anche da spunto di conversazione: un elemento fondamentale in un gioco così leggero, nel corso del quale non si può certo pensare che i giocatori spendano il tempo finalizzando ardite strategie.

4. Conclusioni
Forest è un gioco estremamente semplice, molto veloce e, come si può immaginare, dominato dall’alea. Alcune strategie basiche sono presenti: in genere, per esempio, è saggio tenere in mano le rare carte con 3 semi dello stesso tipo, che sono utilissime per chiudere e prendere. Se si utilizza la variante che prevede la vittoria avendo meno carte degli altri la strategia è forse leggermente più raffinata. In generale, però, la vittoria sarà di chi pesca le carte migliori. Forest non va intavolato per avere una autentica sfida ludica: da questo punto di vista siamo di fronte a un prodotto che più che un gioco tout-court va piuttosto considerato un passatempo, uno spunto di conversazione, un modo piacevole e simpatico per terminare una serata o ammazzare qualche minuto in compagnia.

Tre pregi di Forest Tre difetti di Forest
È un passatempo veloce e simpatico È talmente semplice da non poter neanche essere considerato un vero gioco
I personaggi delle fiabe che popolano la foresta sono un’idea geniale È dominato dall’alea
È perfetto per bambini e ragazzini Una volta che le illustrazioni diventano familiari, l’interesse scema rapidamente

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