Couleurs de Paris

Nel 2019 Super Meeple pubblica un gioco di piazzamento lavoratori che ci mette nei panni di pittori parigini dell’Ottocento: scopriamo insieme com’è Couleurs de Paris.

I nostri video dedicati a Couleurs de Paris su YouTube:
Esempio di gioco
Il nostro parere

1. Ambientazioni ispiranti
I giochi da tavolo a tema pittorico o più generalmente artistico si sprecano: recentemente ha avuto un notevole successo Canvas di Jeff Chin e Andrew Nerger, ma nel 2010 ha avuto una certa risonanza Fresco di Wolfgang Panning, Marco Ruskowski e Marcel Süßelbeck (che ha ispirato anche alcune meccaniche di Viticulture), mentre nel 2015 ha fatto furore The Gallerist di Vital Lacerda, senza dubbio il più complesso, più concentrato sull’aspetto manageriale che su quello più propriamente ‘pittorico’. E questi sono solo alcuni dei titoli che ci vengono in mente: evidentemente il tema solletica la fantasia dei designer, anche se peraltro non va dimenticato che uno dei motivi del suo successo può essere anche semplicemente il fatto che dà la possibilità di creare artwork colorati ed evocativi. Il gioco di cui ci apprestiamo a parlare, creato da Nicolas De Oliveira, di cui è l’opera prima, concentra la sua attenzione tematica su un momento centrale nello sviluppo del linguaggio artistico europeo: siamo nella Francia della seconda metà dell’Ottocento, quando l’arte tradizionale insegnata nelle accademie era attaccata e sovvertita da gruppi di pittori d’avanguardia che avrebbero posto le basi per gli sviluppi del linguaggio estetico novecentesco. L’avanguardia più nota è senza dubbio l’Impressionismo: ma non sono mancati esperimenti diversi e anche più radicali, all’insegna di un nuovo realismo atto a registrare sulla tela le pure e semplici sensazioni prodotte dall’esperienza, senza alcuna sovrastruttura di carattere tematico o ideale. Couleurs de Paris ci mette nei panni di assistenti di pittori celebri dell’epoca: il nostro obiettivo è utilizzare i nostri aiutanti per ottenere colori, mescolarli e dipingere quadri, nell’intento di diventare i pittori migliori. Scopriamo un po’ meglio come funziona.

2. Giocabilità generale
Couleurs de Paris è un gioco di piazzamento lavoratori: ciascun giocatore ha a disposizione inizialmente 3 meeple (ne può ‘addestrare’ altri 3 nel corso della partita) e nel suo turno deve posizionarne uno in uno spazio azione sulla plancia generale. La plancia è costituita da un disco che, come spiegheremo meglio più avanti, alla fine di ogni round può ruotare: in ogni round quindi alcune azioni sono disponibili e altre sono bloccate, alcune hanno vari spazi disponibili e altre solamente uno. Le azioni non vengono svolte immediatamente ma in una fase successiva: dopo che le azioni sono state eseguite, ogni giocatore a turno ritira i propri lavoratori ma ne lascia uno sulla plancia, ‘prenotando’ così un’azione per il round che segue.
Vediamo quali sono le azioni nel dettaglio. Tre azioni permettono di prelevare ciascuna un colore primario, rosso, blu o giallo: eseguendola, il giocatore prende dalla riserva generale un numero di cubetti del relativo colore corrispondente al livello della sua abilità e li posiziona nella sua riserva personale. Altre tre azioni permettono di mescolare colori primari per ottenere colori secondari, ovvero verde, viola e arancione: eseguendola, il giocatore rimette nella riserva generale 2 cubetti dei giusti colori e preleva dalla riserva un numero di cubetti del colore creato dipendente dalla sua abilità. Una azione permette di spendere colori per dipingere quadri: il giocatore posiziona sui quadri in suo possesso una certa quantità di cubetti dalla sua riserva, a seconda della sua abilità. Sulla propria plancia, il giocatore tiene infatti traccia di 3 differenti abilità: una relativa al prelevamento di cubetti di colore, una relativa al mescolamento dei colori e una relativa all’utilizzo di colori per dipingere quadri. Tre apposite azioni permettono di migliorare queste abilità: ogni miglioramento costa 2 cubetti di qualsiasi colore. Quando si raggiunge la metà di un tracciato relativo a una delle abilità, si ha la possibilità di ottenere come ricompensa 1 nuovo meeple da usare nei round successivi, oppure una coccarda valevole punti bonus a fine partita; quando si raggiunge la fine di un tracciato si ottiene una ulteriore coccarda. Un’azione permette di prelevare un dipinto dal display comune. I dipinti sono composti da nove caselle colorate disposte secondo lo schema 3×3: per completare un dipinto occorre piazzare un cubetto del giusto colore su ognuna delle caselle. Un’azione permette di mescolare i 3 colori secondari per ottenere 1 cubetto nero: i cubetti neri non servono per dipingere ma danno punti bonus a fine partita. Quattro azioni sono sulla parte superiore della plancia e sono sempre disponibili. Una permette di ottenere cubetti bianchi: questi ultimi fungono da jolly, cioè possono essere usati per dipingere qualsiasi colore, ma diminuiscono il valore in punti del dipinto su cui si trovano. Un’altra permette di ‘rubare’ il segnalino primo giocatore a chi ce l’ha e di ottenere 1 cubetto bianco. Un’altra permette di copiare l’azione su cui si trova un altro meeple, proprio o altrui. L’ultima, infine, permette di lasciare la plancia nella stessa posizione a fine round, o di ruotarla di 2 posizioni anziché di 1. Normalmente, infatti, la ruota gira di 1 posizione alla fine di ogni round: tramite questa azione è possibile cercare di ‘controllare’ questo movimento a proprio vantaggio.
Quanto tutti hanno posizionato tutti i propri meeple, si attivano le azioni: per indicare che un’azione è stata attivata, si ‘sdraia’ il relativo meeple. Quanto tutte le azioni sono state attivate, si passa alla fase di fine round: si gira la ruota di 1 casella, si riempie il display pubblico di quadri se necessario, si scartano i colori dei giocatori che si sono ‘seccati’, cioè si scartano cubetti fino ad averne un massimo di 12, e infine ogni giocatore a turno preleva i suoi meeple, ma lasciandone 1 e rimettendolo in piedi.
La fine della partita scatta quando un giocatore completa il suo secondo quadro o quando un giocatore acquisisce il suo quinto cubetto nero: si completa il round in corso e si procede al calcolo finale dei punti. Si sommano i punti dati dai dipinti, dalle coccarde e dai cubetti neri, sottraendo però i punti dovuti ai cubetti bianchi eventualmente utilizzati: chi ha più punti è il vincitore.

3. Componentistica
Couleurs de Paris ha una produzione discontinua, con elementi piacevoli affiancati a mancanze gravissime. Le illustrazioni dei dipinti sono piacevoli e ricordano alcuni tra i capolavori della pittura francese impressionista e realista: il problema è che si ripetono con enorme frequenza. In ogni partita vedremo lo stesso quadro ‘dipinto’ più e più volte, peraltro ogni volta valevole una diversa quantità di punti e richiedente colori differenti. Questo rompe irrimediabilmente ogni pretesa anche solo lontanamente simulativa, e per quanto ci riguarda è sufficiente a bocciare questo gioco senza appello. I componenti tridimensionali hanno anch’essi qualità altalenante: i cubetti colorati sono di plastica anziché di legno e hanno un aspetto piuttosto cheap; i meeple ‘armati’ di pennello, dal canto loro, sono molto simpatici e caratterizzati. Meritano un plauso le plance personali, a doppio strato e con aree dedicate ai colori, che però sono inspiegabilmente sottodimensionate nonostante la scatola enorme, del tutto esagerata per un titolo con così poche componenti.

Excursus: strategie

Couleurs de Paris ci costringe a focalizzarci alternativamente su due obiettivi: dipingere 2 quadri il più velocemente possibile o accumulare il più velocemente possibile il quinto cubetto nero. La prima strada è la più breve e la più comune: se tutti i giocatori puntano a essa, il valore in punti dei dipinti non ha particolare importanza perché l’unico che avrà dipinto 2 quadri sarà comunque il vincitore. Il valore in punti delle opere diventa importante solo se più giocatori avanzano alla stessa velocità. Le partite sono molto brevi e difficilmente si sfrutterà a dovere l’avanzamento delle proprie abilità: in genere l’approccio più pratico è migliorarle tutte di 1 o 2 livelli, così da rendere i turni più efficienti senza sprecare troppo tempo in azioni che non siano quelle più importanti (ossia prelevare colore e dipingere più velocemente rispetto agli altri).

4. Conclusioni
Couleurs de Paris è un gioco che ha mancanze non trascurabili, non solo dal punto di vista delle componenti (come abbiamo già scritto i dipinti che si ripetono rappresentano davvero un ‘fallo’ imperdonabile) ma anche dal punto di vista delle meccaniche. Oltre a non avere nulla di particolarmente originale, questo prodotto è chiaramente sotto-testato: troppo breve, pieno di elementi dalla dubbia utilità e di meccanismi scarni e prevedibili, che rendono le partite tutte molto simili tra loro e nessuna particolarmente stimolante sotto il profilo strategico. Gli elementi di engine building, concretizzati sotto la forma dei tre tracciati delle abilità, risultano appena abbozzati e non hanno alcun modo di ‘esprimersi’ vista la durata limitata delle partite: una house rule molto diffusa, infatti, è quella di prevedere la fine del gioco non dopo il completamento di 2 dipinti ma di 3. In ogni caso, però, l’andamento dello sviluppo delle abilità è troppo lineare e limitato, le azioni troppo poche, la variabilità nulla: l’impressione che si ha è che l’autore abbia costruito tutto attorno all’idea della plancia ‘rotante’, che è senz’altro un’idea interessante ma che andava inserita all’interno di un insieme più strutturato per poter adeguatamente brillare. Così com’è, Couleurs de Paris sembra un prototipo: c’è qualche spunto interessante, ma manca uno sviluppo che arricchisca e trasformi l’idea in un prodotto con un minimo di sostanza. Per chi vuole un gioco da tavolo con lo stesso tema e meccaniche non troppo differenti, meglio optare per il vecchio Fresco.

Tre pregi di Couleurs de Paris Tre difetti di Couleurs de Paris
L’idea della plancia che ruota e varia a ogni round è interessante Le meccaniche sono appena abbozzate e avrebbero dovuto essere sviluppate meglio
Le illustrazioni sono piacevoli I dipinti si ripetono con frequenza e sono di volta in volta assegnati a colori e punteggi diversi
I meeple pittori sono irresistibili Non c’è nulla di particolarmente originale

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