Herbaceous

Nel 2017 la casa di sviluppo e produzione Pencil First Games realizza un gioco di carte compatto, semplice e rilassante: scopriamo insieme le virtù della coltivazione di erbe aromatiche.

I nostri video dedicati a Herbaceous su YouTube:
Esempio di gioco
Il nostro parere

1. Il mondo dei giochi di carte
Nei negozi di giochi, gran parte degli scaffali è occupata da scatole voluminose, ricettacolo di prodotti di intrattenimento ricchi e complessi, con pedine, grandi plance, segnalini colorati, miniature; occorre solitamente un occhio più attento per individuare la sezione dedicata ai giochi di carte, in genere più piccola e più nascosta. Eppure scoprire la profondità e le variabili che possono essere date da un semplice mazzo di carte, magari corredato da qualche altro discreto componente, è sempre un’esperienza affascinante, perché ci porta indietro ai tempi che precedono la nascita del gioco da tavolo contemporaneo, quando le carte erano praticamente l’unico mezzo per mettere in scena l’intrattenimento analogico sul tavolo. La casa di produzione Pencil First è proprio specializzata nella creazione di giochi di carte, spesso caratterizzati da meravigliose illustrazioni, temi ariosi e bucolici e regolamenti semplici. Herbaceous, originariamente pubblicato nel 2017 dopo una fortunata campagna Kickstarter, è la loro prima opera di grande successo e si deve al designer Steve Finn. Recentemente è stata ripubblicata in una nuova pocket edition, che è quella che vedete nelle immagini e nei video che accompagnano questa recensione, ed è imminente l’arrivo del gioco in Italia, tramite una localizzazione ufficiale curata da Little Rocket Games. È dunque il momento ideale per scoprire come funziona questo gioco, così piccolo e così curioso e interessante.

2. Giocabilità generale
Herbaceous è un gioco di set collection: lo scopo dei partecipanti è piantare nei loro vasi la maggior quantità di erbe aromatiche, così da ottenere più punti degli avversari. Ogni giocatore ha a disposizione 4 vasi, rappresentati da altrettante carte disposte davanti a sé: nel large pot vanno collocate da 1 a 7 erbe dello stesso tipo; nel wooden planter vanno collocate da 1 a 7 erbe tutte diverse tra loro; negli small pots vanno collocate da 1 a 6 coppie di erbe, ogni coppia diversa dall’altra; infine, nel glass jar possono essere collocate 3 erbe di qualunque tipo, uguali o diverse; quest’ultimo, però, è l’unico vaso dove possono essere collocate le erbe speciali, cioè menta, timo ed erba cipollina.
Nel suo turno, il giocatore deve pescare 2 carte dal mazzo delle erbe e deve obbligatoriamente collocarne 1 nel suo private garden, cioè nel suo display privato, e 1 nel community garden, cioè nel display pubblico al centro del tavolo. Le carte vanno pescate una alla volta: dopo aver pescato la prima, il giocatore decide dove collocarla, e la seconda andrà dove non è andata la prima. Quindi se la prima è stata collocata nel display privato la seconda andrà nel display pubblico, e viceversa. Quando inizia il turno del giocatore, quest’ultimo può decidere, prima di pescare carte, di piantare erbe in un vaso: raccoglie tutte le carte che vuole piantare dal suo display privato e/o dal display pubblico e colloca il relativo mazzetto sotto a una delle carte che rappresentano un vaso. Poi procede normalmente con la pesca delle carte. Una volta che si sono piantate delle erbe in un vaso, non è più possibile piantarne altre nello stesso vaso: quindi il giocatore deve fare attenzione al momento in cui esegue questa azione.
Come già accennato, oltre alle erbe ‘normali’, che sono alloro, aneto, lavanda, rosmarino, zafferano, salvia e dragoncello, ci sono tre erbe speciali, che sono la menta, il timo e l’erba cipollina. Queste erbe, più rare e preziose, sono caratterizzate da un numero stampato sulle relative carte: la menta ha il numero 1, l’erba cipollina il numero 2 e il timo il numero 3. Queste erbe speciali possono essere piantate solo nel vaso di vetro e oltre a dare i punti assegnati di default dal vaso danno anche i punti bonus corrispondenti al numero indicato su di esse. Inoltre, se un giocatore riesce a collezionare tutte e 3 le erbe speciali può prendere per sé la carta Herb biscuit, che conferisce 5 punti bonus a fine partita.
Il gioco prosegue finché non si esaurisce il mazzo di pesca, che peraltro ha una dimensione differente a seconda del numero dei giocatori. Una volta terminato il mazzo, i giocatori continuano a giocare se hanno ancora vasi vuoti, cercando di piantarci qualcosa scegliendo tra le ultime erbe rimaste. Quando nessuno può più piantare nulla, il gioco termina e si procede con il calcolo dei punti. Ogni vaso dà punti in base a quante erbe ha al suo interno, secondo lo schema indicato sul vaso stesso. Chi ha più punti è il vincitore.

3. Componentistica
Herbaceous è un gioco di carte: gli unici componenti a non essere classificabili come carte sono i segnalini di cartone che indicano dove si trova il giardino privato di ciascun giocatore (peraltro assolutamente non necessari). Nella pocket edition che vedete nelle foto a corredo di questo articolo, le carte sono di piccolo formato e non hanno testo ma solamente illustrazioni, a esclusione di quelle che rappresentano i vasi, che riportano gli schemi di assegnazione dei punti. Gli artwork si devono alla veterana Beth Sobel (ViticultureWingspan) e sono molto piacevoli, principalmente grazie alla colorazione molto armonica e priva di contrasto.

Excursus: strategie

In Herbaceous, il tempismo è tutto. La tentazione sarà aspettare di avere a disposizione il numero massimo di piante collocabili in un vaso prima di piantare: ma è molto probabile che i nostri avversari prelevino le carte che ci servono anzitempo, rendendo vana la nostra attesa. In genere una buona strategia è lasciare nel display pubblico la prima carta pescata se non è una carta speciale, così da poter poi piazzare quest’ultima nel nostro display privato, mettendola al sicuro: ma bisogna tenere sempre sotto controllo quello che stanno cercando di fare i nostri avversari, quindi ci saranno casi in cui una certa carta normale andrà comunque tolta dalle grinfie di qualcun altro. Fate sempre attenzione al mazzo di pesca, che tende a esaurirsi a velocità inaspettata: trovarsi a fine partita con tanti vasi ancora da riempire è il modo migliore per arrivare in fondo alla classifica.

4. Conclusioni
Herbaceous è un filler simpatico e rilassante: le partite durano poco, lo spazio necessario è limitato e la pur presente componente strategica non implica mai lunghe pause di riflessione o paralisi da analisi. Tutto ciò che viene chiesto al giocatore nel suo turno è pescare 2 carte e posizionarne 1 nel display pubblico e 1 nel suo display privato: solo occasionalmente il giocatore deciderà di piantare, ed è proprio il tempismo di questa decisione a rappresentare lo spessore strategico del gioco. È molto apprezzabile il fatto che quando si gioca in meno di 2 giocatori si debba preparare il mazzo togliendo un certo numero di carte senza guardarle: questo implica che la quantità esatta di erbe sarà sempre diversa e che in alcune partite sarà impossibile ottenere i 5 punti bonus collegati alle erbe speciali, ma nessun giocatore lo saprà con certezza. Ci viene da pensare che questa fattispecie si sarebbe dovuta prevedere anche per partite a 4, semplicemente aumentando la quantità di carte presenti nella scatola. L’unico nostro vero cruccio è limitato alla pocket edition, per la quale gli autori hanno scelto di non riportare sulle carte il nome delle erbe: ma si tratta davvero di un problema molto soggettivo e in ogni caso quasi del tutto ininfluente sulla godibilità del prodotto. Herbaceous è un gioco semplicissimo e fa molto bene quello che si propone di fare, e tanto basta per renderlo consigliabile.

Tre pregi di Herbaceous Tre difetti di Herbaceous
È simpatico e veloce La pocket edition è fin troppo compatta
Ha belle illustrazioni La pocket edition non riporta i nomi delle piante sulle carte
È molto compatto Manca il basilico! 🙂

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